L’Annunciazione in mostra

Il patrimonio artistico che i nostri precedessori ci hanno trasmesso deve essere custodito con passione e con attenzione, deve essere da stimolo per “incrementare l’amore per tutte le opere belle che hanno nobilitato nel corso dei secoli la vita della Comunità e fatto sorgere ed aumentare in essa la sua identità religiosa e culturale”. Parte da questa considerazione la bella iniziativa messa in atto dall’infaticabile don Emidio Fattori, parroco di San Pietro Martire, ad Ascoli Piceno, con l’allestimento di uno spazio espositivo museale, nei locali della parrocchia, dedicato all’Annunciazione.

La raccolta, significativa nel numero e nella qualità delle opere, nasce da un grande gesto di generosità: una donazione a don Emidio da parte del gallerista Arialdo Ceribelli di Bergamo, attento conoscitore della grafica antica e dell’incisione moderna e contemporanea. E, visto che generosità chiama generosità, il parroco ha voluto condividere con la città tanta bellezza, offrendo a tutti una imperdibile occasione per ammirare le opere d’arte della “Mostra sull’Annunciazione”.

Il visitatore scoprirà nelle stanze, allestite con semplicità, delle vere e proprie chicche, a cominciare da alcune splendide xilografie colorate a mano della fine del 1400 (qui quella stampata da Johann Bamler ad Augsburg nel 1491)

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e alcune opere a bulino miniato, dal Libro delle ore, realizzate nel 1500 davanti alle quali è necessario davvero soffermarsi con attenzione.

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Improvvisamente vi troverete davanti una Annunciazione di Albrecht Durer, preziosa xilografia del 1503, frutto degli studi effettuati in Italia sulla prospettiva e sulle proporzioni dal grande pittore e incisore tedesco.

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Oppure vi potrete stupire davanti ad un’altra Annunciazione, acquaforte e bulino, realizzata da Federico Barocci nel 1584. Ci troviamo nella casa della Vergine Maria e dalla finestra si scorgono le torri del palazzo ducale di Urbino. Barocci, uno dei più importanti pittori manieristi del XVI secolo, descrive una scena di grande intimità: in basso a sinistra sta il gatto addormentato.

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Pittori veronesi, lombardi e napoletani del XVII secolo offrono, con tecniche e stili anche molto diversi tra loro, varie raffigurazioni dell’annuncio a Maria. Tra queste un’opera dell’avventuroso pittore veneto Pietro Liberi.

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Last but not least, come direbbero gli inglesi, due contemporanei e due “fuori catalogo”.

I due contemporanei sono Lino Mannocci, pittore e incisore viareggino, presente con “Isola con albero e annuncio”, un pregevole olio del 1993,

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e Giuliano Giuliani, scultore e artista del travertino locale, con una spettacolare “Annunciazione – Mi chiameranno Beata” del 2008.

A sorpresa, ma per davvero, in un’ultima stanza, accanto alle statuine in ceramica della bottega dei Paci del XIX secolo, ecco un indedito Sant’Emidio di Ludovico Trasi, pittore ascolano della metà del 1600, autore del “Miracolo di San Nicola di Bari” visibile nella chiesa di San Cristoforo, che qui omaggia il patrono della città, protettore dai terremoti.

L’ultimo sguardo, ma attento, la merita la “Natività” dello straordinario Ernesto Ercolani, pittore ed incisore ascolano scomparso nel 1974 e ancora troppo poco conosciuto. In questa notte speciale l’autore riesce a trasferire la sua costante, sottile vena umoristica senza minimamente intaccare la magia della nascita che cambierà il mondo.

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La “Mostra sull’Annunciazione”, deliziosa iniziativa di un prete amante del bello e fustigatore dell’incuria, è aperta, ad ingresso libero e con l’apporto di volontari, in via Marucci. Non perdete l’occasione di ammirare alcuni pregevoli rappresentazioni dell’incontro di Dio con l’umanità.

Autore dell'articolo: Redazione