La chiesa di San Gregorio Magno ad Ascoli Piceno

La chiesa di San Gregorio Magno, sita nell’omonima piazzetta di Ascoli Piceno, nasce sui resti di un tempio pagano di origine romana del I secolo a.c.

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Il tempio, su pianta rettangolare, prostilo tetrastilo (cioè con quattro colonne solo sul fronte), è stato per molti anni attribuito alla dea Vesta (da cui l’adiacente via di Vesta) ma una iscrizione rinvenuta negli anni ’60 ha fornito sufficienti indicazioni per stabilire che esso fosse invece dedicato alla dea Iside.

La facciata in stile romanico, realizzata intorno al 1250 con i caratteristici blocchi di travertino, servì a ricomprendere i resti del tempio entro uno spazio definito. Nella facciata furono anche inserite due colonne corinzie superstiti dell’antico pronao (il portico frontale).

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Proprio in virtù della storia dell’edificio, esso fu intitolato a San Gregorio Magno, il Papa Gregorio I protagonista, tra il 590 e il 604, di numerose trasformazioni di templi pagani in chiese cristiane.

Le strutture del tempio romano sono chiaramente visibili già dall’esterno sulla facciata laterale e sulla parte posteriore: la cella (lo spazio dell’ara e della statua della divinità) con pareti in opus reticulatum, il pronao, la nicchia absidata in opus latericium.

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Il valore assolutamente unico della chiesa di San Gregorio è costituito proprio dal muro in opus reticulatum (che oggi si preferisce denominare quasi reticulatum, per distinguerlo dai perfezionamenti dei secoli successivi). La tecnica edilizia romana è infatti qui perfettamente visibile in grandi dimensioni.

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Sulla facciata si aprono due diversi ingressi. Quello più grande ha un arco a tutto sesto mentre il minore è tra le due colonne, alte oltre otto metri, e con capitelli originali di pregevole fattura.

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La torre campanaria è invece dei primi del 1300.

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L’interno è ad unica navata su pianta rettangolare. Anche qui si possono ammirare splendide strutture in opus reticulatum. Rispetto all’impianto romano troviamo solo l’inserimento dei pilastri che reggono gli archi trasversali, coevi della facciata, su cui si poggia la travatura in legno del tetto.

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La parete dietro l’altare è realizzata in opus latericium. La nicchia, che originariamente accoglieva la statua della divinità pagana, coincide con l’attuale spazio absidale.

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Gli affreschi sulle pareti e sui pilastri furono tutti realizzati tra il 1200 e il 1300.

L’immagine di Papa Gregorio I è rappresentata, purtroppo ormai in maniera poco visibile, sulla parete destra, in prossimità dell’ingresso secondario. Il Santo, che ha accanto il diacono Pietro, è intento alla scrittura dei Dialoghi e riceve l’ispirazione da un Angelo che gli porge una pergamena.

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Sulla seconda campata della parete a destra, due diverse opere si sovrappongono: il San Giovanni Evangelista, protagonista di una “Salita di Gesù al Calvario” del 1250, è affiancato da un San Giovanni Battista della prima metà del 1300. Accanto alla Madonna addolorata si intravede l’uniforme di un soldato romano. Singolare è la posa spaventata dell’Evangelista.

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Sull’abside rimangono frammenti di un corteo di apostoli.

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Ben conservato è l’affresco sul secondo pilastro della parete sinistra che ritrae San Francesco d’Assisi nell’atto di predicare agli uccelli. Realizzato intorno al 1290, l’opera ritrae il santo che si rivolge a quattro uccelli mentre un fedele, probabilmente il committente dell’affresco, gli stringe le vesti ai piedi.

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Sul pilastro alla base della torre troviamo la Madonna in trono col Bambino e un San Giovanni Battista, realizzati intorno al 1320. San Giovanni regge in mano una pergamena con l’ancora attuale formula “Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.

battista e madonna

 Guarda il campanile della chiesa di San Gregorio Magno in time lapse

 

Autore dell'articolo: Redazione