Il Reliquiario di Sisto V a Montalto

Al Museo Sistino Vescovile di Montalto delle Marche possiamo di nuovo ammirare lo splendido Reliquiario di Sisto V, dopo il restauro effettuato dall’Opificio delle Pietre dure di Firenze.

Si tratta di una straordinaria opera di oreficeria risalente al XIV secolo, tornata a splendere dopo l’intervento sugli ori, gli smalti e le pietre preziose del raffinato contenitore. L’opera si era opacizzata a causa della fioritura, sull’intera superficie metallica, di un velo uniforme di composti salini di alterazione, derivati dall’interazione della lega d’argento con l’acido formico esalato dalle strutture lignee che componevano la vetrina entro cui l’opera era da tempo conservata.

Il Reliquiario sistino fu probabilmente realizzato in uno degli atelier orafi parigini che operavano per la casa reale di Francia. La sua committenza potrebbe risalire a Carlo V mentre per la sua attribuzione è stato avanzato il nome di Jean o “Hennequin” du Vivier, “orfèvre et valet de chambre” del re . E’ stato infatti individuato un pagamento effettuato nel 1377 dal duca di Borgogna al prestigioso orafo per un oggetto che potrebbe poi essere giunto, forse per un omaggio, tra le proprietà del re.

Di sicuro il Reliquiario, in argento dorato ad amalgama di mercurio, è  identificabile in una delle preziose opere conservate a Parigi nell’Oratorio della Cappellina del re Carlo V (1379 – 1380); nel 1457 l’oggetto ricompare nell’Inventario del cardinale veneziano Pietro Barbo, papa dal 1464 al 1471 col nome di Paolo II. A lui si devono le sostanziali modifiche compiute sul Reliquiario, con l’inserimento degli stemmi cardinalizi e delle due iscrizioni dedicatorie. Sulla sommità dell’opera viene posta una edicola che incornicia un prezioso medaglione d’oro, smalti, gemme e perle, in cui sono montati un cammeo bizantino in sardonica raffigurante Cristo e una lastrina d’oro incisa e niellata con una iscrizione relativa al committente .

Nel 1587 papa Sisto V donò il prezioso oggetto alla cittadina di Montalto nelle Marche, sua “patria carissima”, togliendolo dal Tesoro vaticano. Diomede Vanni, l’orefice incaricato della “repolitura e rassettatura” dell’oggetto, si occupò certamente della modifica delle scritte dedicatorie aggiungendo sulla banda dello stemma preesistente gli emblemi del papa, la stella e tre monti.

Oltre al Reliquiario, il Museo Sistino di Montalto offre ai visitatori alcuni altri importanti doni che il papa volle conferire al suo paese di origine. Ecco dunque il maestoso parato di Sisto V, comprendente un grande piviale con pianeta, stola, manipolo e la borsa di corporale, oltre a due tonacelle ed un paliotto con lo stemma pontificio. Realizzato intorno alla metà del XVI secolo, il parato è in raso di seta rossa con trame in filo d’oro.

 

Autore dell'articolo: Redazione