Vita di Sant’Emidio

Emidio di Trier, nato nella cittadina tedesca nel 273, fu consacrato sacerdote a Milano e poi, a seguito di guarigioni miracolose, ordinato nel 300 vescovo di Ascoli da papa Marcellino.

In quel tempo ad Ascoli era prefetto Polimio, noto persecutore dei cristiani. Per via delle numerose guarigioni e conversioni di Emidio, Polimio pensò di adularlo e gli promise in moglie la figlia Polisia. Emidio rifiutò.

Un giorno, al termine di una predicazione nella zona della attuale Porta Solestà, molti fedeli chiesero di essere battezzati. Tra questi proprio anche Polisia. Per evitare che tanta gente dovesse recarsi fino alle sponde del fiume Tronto, Emidio battè il bastone su un sasso e, improvvisamente, da quello scaturì una piccola sorgente d’acqua con la quale furono battezzati i presenti (nel luogo di questo miracolo sorge ancora oggi l’antichissima fonte di Sant’Emidio che, dopo numerose trasformazioni, si presenta come un lavatoio cinquecentesco ad uso pubblico).

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Polimio, adirato, fece arrestare Emidio e lo fece decapitare mentre Polisia, fuggì sul monte Ascensione e lì scomparve (da qui il nome del piccolo paese di Polesio).

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Dopo la decapitazione Emidio compì un nuovo miracolo: raccolse il proprio capo e camminò (da qui l’appellativo di “cefaloforo”) dal luogo dell’esecuzione (ricordato dal tempietto di Sant’Emidio Rosso, costruito nel 1623, sotto il cui altare si conserva la pietra sulla quale avvenne la decapitazione) fino al monte ove aveva costruito il suo rifugio. Qui, al suo arrivo, la terra si dilatò accogliendone il corpo (nel 1703 Ascoli fu risparmiata da un violento sisma.

Tempietto_Sant'Emidio_Rosso_Ascoli_Piceno

La cittadinanza, per ringraziare Sant’Emidio dello scampato pericolo, eresse nel luogo della sua sepoltura il tempio di Sant’Emidio alle Grotte, al cui interno è presente la grotta rifugio del santo).

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Ai primi accorsi la tomba apparve ricoperta di basilico (da sempre presente nelle celebrazioni in onore del santo patrono, il 5 agosto, data in cui viene indicato il giorno del martirio).

basilico

A Sant’Emidio è intitolata la cattedrale di Ascoli Piceno.

Un po’ di leggenda nelle aride date della storia, è come un fiore che fa il dono della propria corolla al passante e abbellisce gli sterpi della siepe o le zolle infeconde della selva” (mons. Ambrogio Squintani, “O beate Emigdi”, 1953).

 

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